Notizie di cronaca nelle Marche

 

CAMERINO - Una parola che unisce numerosi soggetti che fino ad oggi erano divisi: consorzio. La crisi economica, da questo punto di vista, viene vista come un'opportunità per riunire gli operatori dell'economia del tartufo: cavatori, coltivatori, aziende agricole, ristoranti, strutture ricettive.

Per la prima volta anche gli enti guardano tutti insieme al possibile sviluppo del territorio. “Dobbiamo riunire e non disperdere idee e risorse - afferma il presidente della Comunità montana Marca di Camerino Sauro Scaficchia -. Il nostro territorio è ricco, ma deve essere valorizzato. Trascurare il mondo agricolo vorrebbe dire trascurare la nostra storia ed è per questo che stiamo lavorando ad un accordo agroalimentare, che punta ai fondi europei, in collaborazione con l'Università di Camerino per arrestare lo spopolamento delle aree montane”.

Importante l'incontro promosso da Unicam all'interno del progetto “Valorizzazione del Tartufo dell'Alto Maceratese”, cofinanziato da Camera di Commercio di Macerata e Comunità Montana Marca di Camerino e diretto dal prof. Andrea Catorci, della Scuola di Scienze Ambientali dell'Ateneo camerte. Il prof. Adriano Propersi, docente di “Economia delle Aziende pubbliche e delle organizzazioni non profit” all'Università Cattolica di Milano e collaboratore de “Il Sole 24 Ore”, ha illustrato le positività della forma consorziale: accesso a finanziamenti europei e vantaggi fiscali su tutti. “Occorre un'organizzazione perfettamente funzionante - afferma Propersi - per questo bisogna coinvolgere nel progetto solo chi ci crede veramente, altrimenti la situazione diventa presto ingovernabile. L'obiettivo è organizzare iniziative economiche diffuse e allargare la partecipazione ad almeno duecento operatori fra cavatori, ristoratori, operatori turistici. Possono farne parte anche gli enti pubblici, l'importante è avere capacità imprenditoriale, ma senza scopo di lucro”.

L'attività consortile riguarderebbe la tutela e la valorizzazione dell'ambiente e del territorio, punto di forza anche per crescere dal punto di vista di ricettività turistica. “I dati sul turismo sono estremamente positivi - dichiara il vicepresidente della Camera di Commercio Mario Volpini. Turismo e agricoltura sono strettamente legati, perché i prodotti del territorio devono essere fatti conoscere ai turisti, valorizzati e venduti qui: dai ristoranti, al confezionamento, alla vendita”.

Una cosa è chiara a tutti gli operatori: bisogna lavorare insieme a un obiettivo comune. Solo in questa maniera l'entroterra può avere lo sviluppo che merita. “Stiamo lavorando da quattro anni insieme alla Coldiretti al progetto di valorizzazione del tartufo dell'Alto Maceratese - prosegue Andrea Catorci -. Nei primi due anni abbiamo lavorato sulla formazione degli agricoltori: tecniche di coltivazione e percorsi per arrivare alle Denominazioni di Origine Controllata e Protetta e alle carte di riconoscibilità. Successivamente siamo passati alla promozione. Ora, dopo una tavola rotonda sulle Denominazioni Comunali e la formazione di pacchetti turistici che saranno inseriti nel catalogo 2012 di Maraviglia Travel, si parla di istituire una cabina di regia del territorio, che può essere rappresentata dal consorzio. Questo è un passo molto importante perché da qui si decide il futuro: se manca la regia, cade anche il progetto portato avanti fino ad ora”.

Per proseguire l'attività in tal senso, nei prossimi giorni verrà distribuito agli operatori dei settori interessati un modulo di manifestazione di interesse con l'intento di giungere quanto prima ad una prima bozza dello statuto.

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Giovedì, 20 Ottobre 2011 02:00

Viabilità, la provincia amplia due ponti

La Giunta provinciale ha approvato due progetti esecutivi per opere di manutenzione, risanamento ed ampliamento di altrettanti ponti della rete stradale di competenza della Provincia. Si tratta del ponte in muratura che si trova a poche centinaia di metri dall'abitato di Troviggiano, lungo la strada “Cingolana”, che sarà allargato e del ponte lungo la vecchia strada statale 77 (ora provincializzata) a Belforte del Chienti, che attraversa Rio S. Chiara, in prossimità dello svincolo della superstrada Val di Chienti.
I due progetti, entrambi predisposti dai tecnici del settore viabilità della Provincia, prevedono un investimento complessivo di 450 mila euro.
“E' una spesa regolarmente finanziata e disponibile che saremmo in grado di utilizzare subito, se non fosse che ad impedircelo – sottolinea il presidente Antonio Pettinari – siano le assurde regole del Patto di Stabilità interno. Tuttavia l'Amministrazione provinciale non si ferma nella programmazione e progettazione delle opere pubbliche necessarie al nostro territorio. Siamo convinti che presto si possano sbloccare i pagamenti e riprendere gli investimenti necessari allo sviluppo. Con i progetti già pronti potremo mettere subito in moto i cantieri”.
Il ponte di Troviggiano, lungo circa 15 metri, è posizionato in una curva ed il suo piano viabile largo poco più di sei metri risulta insufficiente al transito contemporaneo nei due sensi di marcia degli automezzi, in particolare quelli commerciali. Il progetto prevede un allargamento sul lato interno delle curva affiancando al manufatto esistente una struttura in cemento armato. Contestualmente ai lavori di allargamento saranno effettuati lavori di risanamento complessivo delle struttura muraria di sostituzione dei giunti maggiormente degradati.
Per il ponte sul Rio S. Chiara, a Belforte del Chienti, lungo circa 60 metri con una struttura in muratura a tre campate, sono previste soprattutto opere di sicurezza per i pedoni che lo attraversano. Il progetto, infatti, prevede un allargamento dei due marciapiedi laterali e la separazione degli stessi dalla sede stradale con barriere metalliche.

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Crescita, sviluppo, innovazione: questi i temi al centro dell'incontro di martedì tra i Giovani Imprenditori di Confindustria, guidati dal loro presidente Jacopo Morelli, e il Capo dello Stato Giorgio Napolitano che si è intrattenuto a lungo con la delegazione, di cui ha fatto parte anche l'ascolano Simone Mariani, vicepresidente del Movimento. I Giovani hanno presentato a Napolitano le loro proposte per lo sviluppo e la crescita, che verranno discusse e approfondite nel corso del convegno di Capri in programma venerdì e sabato. “Dobbiamo impegnarci tutti per dare al Paese una nuova prospettiva -ha affermato Mariani- grazie a una politica che metta mano alle riforme e sia in grado di garantire un futuro migliore a tutti, soprattutto ai giovani”. Mariani ha inoltre illustrato al Presidente la situazione non certo facile che sta attraversando il sistema manifatturiero marchigiano, sollecitando una maggiore attenzione da parte delle Istituzioni. Gli imprenditori hanno anche ribadito la loro preoccupazione per il fatto che troppo spesso le logiche di consenso elettorale rincorrono il bacino di utenza più numeroso, che in Italia come noto è rappresentato da anziani. Questo avviene a scapito delle giovani generazioni, “che stanno perdendo gradualmente la fiducia -come sottolineato da Mariani- e rischiano di essere abbandonate a se stesse. Da parte nostra abbiamo confermato la disponibilità al servizio del Paese”. A inizio settembre il Movimento aveva già inviato a Napolitano una lettera per esprimere “profondo disagio” sulla situazione politico-economica del Paese, invocando “decisioni coraggiose, troppo a lungo rimandate”. “Le forze di governo e di opposizione non possono, entrambe, rincorrere presunti consensi di breve periodo e tatticismi a costo del benessere del Paese -si legge nella lettera firmata dal presidente Morelli- si metta l'interesse nazionale al di sopra di quelli locali, di parte e di partito, unendo rigore civile e competenze". A suggello della visita, i Giovani hanno donato al presidente della Repubblica una bandiera tricolore in seta, realizzata dalle antiche tessiture comasche, omaggio al 150esimo anniversario dell'Unità nazionale e simbolo dell'eccellenza manifatturiera italiana.

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Mercoledì, 19 Ottobre 2011 02:00

Ersu, la gestione passi alle Università

Dove vanno gli ERSU nelle Marche? La questione è sollevata da Ermanno Pieroni, membro del consiglio di amministrazione dell'ERSU di Camerino, che in qualità di rappresentante degli enti territoriali (comune di Camerino e provincia di Macerata), è intervenuto riguardo la gestione di questi enti nelle Marche:"Ritengo che i costi della politica non si riducano con la soppressione dei consigli di amministrazione, che rappresentano la voce dei territori e degli studenti, in quanto nel bilancio di un ERSU incidono ben poco; i costi da ridurre sono altri. Una proposta, ad esempio il mantenimento dei consigli di amministrazione a costo zero, un'altra la omogenea razionalizzazione degli acquisti, ecc. ecc. . Eventualmente, anziché (come previsto dall'Art 8 della PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE A INIZIATIVA DELLA GIUNTA REGIONALE CONCERNENTE: Norme in materia di diritto allo studio universitario -  Modifica della legge regionale 2 settembre 1996, n. 38) farli esercitare dai competenti organi del Comune (già in crisi per le competenze d'obbligo in essere), potrebbero essere esercitate dalle quattro università marchigiane (Ancona, Camerino, Macerata ed Urbino), poiché ritenute più competenti in materia di diritto allo studio. Le università potrebbero aggiungere infatti, oltre le attività istituzionali di ricerca e didattica, anche quelle assistenziali agli studenti, che già svolgono sotto molti altri aspetti." Sulla questione importante incontro, giovedì 20 ottobre ad Ancona, con i quattro sindaci delle città universitarie.

 Gli atenei svolgono da anni compiti di sostegno al diritto allo studio che risultano abbinati e sinergici rispetto alle azioni degli ERSU – così Francesca Magni, responsabile del Polo degli studenti di Unicam.

Per quanto riguarda Unicam si possono citare i servizi dedicati all''inserimento ed integrazione degli studenti disabili, alle borse di eccellenza per gli immatricolati alle lauree triennali e magistrali, ai premi di studio per gli studenti meritevoli, agli esoneri per gli studenti lavoratori e da quest'anno anche per i genitori di bambini piccoli e piccolissimi. Oltre a ciò, Unicam ha applicato da diversi anni una tassazione dello studente basata sul reddito, in maniera personalizzata, per venire incontro agli studenti meritevoli e privi di mezzi, siano essi italiani che stranieri.

Mi sembra pertanto logico ritenere che gli atenei debbano essere considerati come gli organismi i più titolati ad assumere l'incarico di gestione degli Ersu, anche perché sono certamente i più competenti per materia, oltre che per "territorio": come ben noto, infatti, tutti gli iscritti sono studenti dell'Università, a prescindere dalla sede dove frequentano i corsi.

La Regione è fortemente impegnata nella tutela dei diritti degli studenti, ma è proprio in questa ottica che non si comprende perché debbano essere i Comuni ad assumersi il ruolo di "garanti" privilegiati di questi diritti.

Ricordiamoci che nel passato  - neanche tanto lontano - erano le "Opere Universitarie" ad occuparsi della materia e risulta che lo facessero piuttosto bene.

Auspico pertanto che sopravvenga un ripensamento di questa decisione, che forse nasce più dall'urgenza che da una analisi razionale, e che non venga sottovalutata l'importanza di giungere ad una soluzione efficace ed efficiente, soprattutto a tutela del prevalente interesse degli studenti.

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Dal primo gennaio 2011 ha detto addio alle buste di plastica, è infatti entrato in vigore il divieto di commercializzare i sacchetti di plastica non biodegradabili che rappresentano una delle più insidiose forme d'inquinamento del pianeta.  In tutta Italia arrivano le borse "sostenibili" ed il Comune di Camerino è pronto a fare la sua parte perché la cittadinanza sia in grado di 'rivoluzionare' le proprie abitudine a cominciare da piccoli significativi gesti a favore dell'ambiente.
L'assessore all'ambiente e alle attività produttive Sante Elisei dichiara il suo impegno affinché venga applicata correttamente la legge. "L'amministrazione favorirà azioni di sensibilizzazione alla cittadinanza, è importante infatti rendere consapevoili e partecipi i cittadini delle conseguenze ambientali nefaste come l'uso dei vecchi sacchetti di plastica; ogni cittadino attraverso una piccola azione può contribuire ad evitare danni globali come quelli provocati dall'inquinamento della plastica".
"La scelta migliore - sottolinea l'assessore Elisei - per azzerare l'impatto ambientale, è quella di usare la sporta riutilizzabile e, in seconda battuta, i sacchetti biodegradabili".
L'assessore Elisei consegnerà eco-borse riutilizzabili a tutti i partecipanti al primo incontro del corso per ecovolontari (tutta la cittadinanza è invita a partecipare) fissato mercoledì 26 gennaio, alle ore 21, nella Sala dei Priori .
 
 
Sul versante raccolta differenziata stanno per essere ultimati gli ultimi contatti a domicilio dell'educatrice ambientale Serena Mancini, incaricata dall'assessorato all'ambiente. Una volta conclusi tali ultimi incontri  saranno pianificati controlli periodici attraverso la Polizia Municipale e gli operatori della Società SINTEGRA. Si avverte pertanto la cittadinanza che ogni eventuale irregolarità di conferimento potrà essere sanzionata.
 

 

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Mercoledì, 12 Ottobre 2011 02:00

Poltrona Frau: stop alla delocalizzazione

Bloccare ogni decisione di ‘delocalizzare' la fase di cucitura attualmente affidata alle aziende terziste del distretto pellettiero. E' quanto chiede alla Poltrona Frau il “tavolo” istituzionale insediato  dal presidente della Provincia, Antonio Pettinari, che si è riunito con la partecipazione del sindaco di Tolentino, Luciano Ruffini, dei segretari territoriali di Cgil e Cisl, rispettivamente Aldo Benfatto e Marco Ferracuti, dei rappresentanti di Confartigianato e Cna, Giorgio Menichelli e Luciano Ramadori.
Dall'incontro, a cui per la Provincia è intervenuta anche l'assessore al Lavoro, Paola Mariani, è emersa piena sintonia circa le strategie da metter in campo per evitare l'attuazione da parte dell'Azienda della decisione di portare in Romania la fase di cucitura di poltrone e divani, depotenziando così il distretto di Tolentino, oltre che interrompendo una “filiera” produttiva che da decenni garantisce un'alta qualità del made in Italy.
L'auspicio espresso dai partecipanti al “tavolo” provinciale è che l'incontro previsto giovedì 13 ottobre nella sede di Confindustria tra Poltrona Frau, le istituzioni e le associazioni artigiane, possa portare elementi di positiva novità o almeno apra la strada ad un accordo per la salvaguardia dell'occupazione e dell'intero sistema produttivo locale.
I partecipanti all'incontro si sono fatti tutti interpreti della preoccupazione particolarmente viva nella comunità locale, tra i lavoratori e le aziende artigiane terziste che ricordano come la manualità e la capacità professionale dei pellettieri del distretto siano elementi insostituibili per garantire la qualità del prodotto.
 

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Martedì, 11 Ottobre 2011 02:00

Centenario di Giacomo Boccanera (1911-2011)

Intervista a Giacomo Boccanera sull'attualità dello studio del latino nelle scuole realizzata da Luigi Cardarelli il 3 dicembre 1979 negli studi di Radio C1inblu per la trasmissione “La lavagna”.
 

Professore, lei è insegnante e cultore di materie classiche. A cosa serve oggi lo studio del latino?
Sicuramente ad imparare un po' meglio l'italiano per conoscere, ad esempio, la funzione del pronome relativo. Mi sono trovato di fronte a studenti di seconda liceo che non conoscevano la funzione di questo pronome nella lingua italiana né sapevano usarlo. Se avessero studiato meglio l'italiano si sarebbero resi conto meglio di come, venendo dal latino, la lingua di Cicerone ha una costruzione che si riflette nell'italiano che noi parliamo. Quindi si riesce ad imparare meglio l'italiano se si studia bene anche il latino.
Secondo lei, dunque, chi non studia il latino oggi non conoscerebbe neppure l'italiano.
Dico senz'altro di sì e lo dimostro anche. Una maestra domandava a mia nipote, che insegna lettere in una scuola media vicino a Firenze, se secondo lei c'era o non c'era il soggetto nell'interrogazione “Chi ha fatto questa cosa?”. Secondo lei l'espressione era priva di soggetto. Ciò significa non conoscere ne il pronome interrogativo ne il pronome relativo. Questo è quanto al giorno d'oggi sfornano gli istituti magistrali.
 

Allora bisognerebbe tornare a studiare il latino fin dalle medie?
E' una vergogna che non ci si sia ancora ritornati, almeno come base illustrativa dei fenomeni linguistici. Il torto maggiore è che la lingua latina sia stata completamente cancellata dagli studi della scuola dell'obbligo, danneggiando anche quei pochi che ancora aspirano ad intraprendere studi classici.
Questa urgenza del latino è suggerita dal fatto che una volta, nel camerinese, si parlava latino?
La madre della lingua italiana è il latino. Il camerinese conserva ancora caratteri della lingua latina perchè, come gran parte delle Marche, dell'Umbria e dell'Abruzzo, è rimasto fuori dalle grandi correnti culturali e quindi hanno mantenuto qualcosa del latino, ad esempio la “u” di fine parole. Al contrario di Roma che, pur essendo il centro della latinità, ha completamente perduto questo tratto caratterizzante dal momento che è stata un vero e proprio crogiolo di scambi intellettuali e linguistici.
 

Professore, può fare altri esempi?
Non è vero, lo sappiamo, che i romani avevano tutte parole piane e non tronche. Ce le avevano ed erano quelle che erano state troncate per l'uso. Ad esempio gli avverbi “istuc, istic, istac” che pronunciavano con l'accento sull'ultima perchè ricordavano la perdita dell'ultima sillaba; questo ci dimostra anche che la c latina si pronunciava come il k greco, con suono gutturale. Ancora altri fenomeni. Nel dialetto camerinese, per esempio, esiste il genere neutro: “lu legnu – lo legno”. Lu legnu era la carrozza a cavalli e quindi individua l'oggetto, lo legno è il legname (una catasta, il legname del bosco). Soprattutto indicativo, e lo notavo da bambino quando sono arrivato, il dialetto parlato dove i termini che udivo dagli altri bambini (illù, illì) altro non erano che gli avverbi latini illuc, illic.
 

Sono esigenze queste che il giovane non sempre percepisce perchè pensa che le materie più importanti da studiare a scuola siano quelle scientifiche, mentre le materie umanistiche spesso vengono lasciate indietro.
E' vero, anche se la mia esperienza di professore e di preside in tre istituti di diverso indirizzo mi dicono, invece, che non importa di studiare un bel niente. Si dice a cosa serve il latino quando poi non si usa nella vita? Io mi domando allora a cosa serve il francese se poi, come mi è accaduto, mi trovo nel centro di Lugano con studenti del liceo classico, il cui studio del francese era più recente del mio, che non riuscivano a districarsi all'interno dei negozi, al punto che il titolare si è rivolto a me. In sostanza, e lo possiamo dire per ciascuna materia, le materie le si studia perchè bisogna studiarle, anche se ci sembra di non poterle utilizzare nella nostra vita. Altrimenti si arriva al paradosso di considerare inutile, perchè non rientrante nelle cosiddette materie professionali, lo studio della lingua italiana che, invece, è alla base di tutte le altre materie.
 

In quali altri paesi europei si studia latino nelle scuole?
Mi dispiace di doverlo dire, ma proprio in Russia non si arriva ai gradi accademici, non si arriva alla carriera scientifica senza aver percorso gli studi classici. Il che comporta lo studio del latino per nove anni. In America abbiamo esempi analoghi. A noi, poi, sono molto grati i greci, perchè è attraverso la cultura latina che si è salvata quella greca, dopo la plurisecolare occupazione ottomana che ha praticamente distrutto la lingua greca. Ciò dovrebbe farci vergognare: noi abbiamo una lingua che viene dal latino, che sottopone anche l'accentazione delle parole italiane alle leggi del latino e non a quelle del greco. Errori frequenti di pronuncia sono all'ordine del giorno anche nelle radio ed in televisione. Ricordo di aver scritto un articolo per il nostro settimanale L'Appennino camerte di un libro pubblicato proprio dalla casa editrice della Rai-Tv sulla pronuncia e sulla retta accentazione che, però, sono bellamente ignorati da tutti gli speakers e da gran parte dei giornalisti.
 

Per quanto riguarda il greco, lei riterrebbe utile che ancora venga studiato nelle scuole?
Penso che tutto il mondo della cultura greca valga la pena di essere salvato. Penso comunque che non tutti quanti debbano studiarlo, ma negli studi classici deve certamente rimanere lo studio del greco. L'Italia non può esimersi e se non vuol diventare il fanalino di coda dell'Europa bisogna che ritorni ad apprezzare gli studi classici considerando il greco e il latino come materie fondamentali. Anche perchè i latini hanno ereditato dal greco e tutta la cultura moderna è impastata di greco.
 

Una domanda come storico. Quali lingue si sono succedute dai tempi preistorici fino ai nostri giorni nel territorio di Camerino?
Penso che dall'umbro si sia passati al latino e poi all'italiano. C'è stato anche qualche influsso di tedesco per cui abbiamo molti Gualdi (bosco, secondo l'etimologia tedesca) e abbiamo altri termini che certamente vengono dal longobardo e dal franco; la stessa parola Marca, infatti, deriva dal francese.


 

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... “Chiederò un incontro con il rettore dell'Università di Camerino per congratularmi di persona per il lavoro svolto in vista dell'anno accademico che sta per cominciare” – Lo ha affermato il vicesindaco di Camerino, Gianluca Pasqui a cui, come a molti camerinesi, non è sfuggita la grande presenza di studenti nella città ducale. “Non ho dati ufficiali a disposizione, ma l'impressione è che quest'anno davvero tantissimi ragazzi abbiano scelto l'Università di Camerino – ha affermato Pasqui – Il mercato degli affitti è in grossa crescita ed anche il colpo d'occhio parla chiaro. Sono sicuro che per l'anno accademico che sta per cominciare Unicam abbia fatto centro. Un'impressione, questa, che sicuramente troverà conferma nei numeri ufficiali e non sarà una sorpresa. Da anni, ormai, la nostra università sta lavorando sodo ed anche recentemente ho avuto modo di constatare con quanta passione e quanto impegno Unicam stia operando nel settore dell'orientamento. Un lavoro costante e qualificato che, aggiunto agli ottimi risultati ottenuti dalla nostra università nei settori della didattica e della ricerca permetterà sicuramente di migliorare ancora”. In effetti, a notare il gran numero di giovani che da alcune settimane si sono riversati in città sono stati in molti e l'impressione è che in effetti l'Università di Camerino abbia davvero fatto il pieno. “Per un amministratore pubblico – ha proseguito il vicesindaco azzurro – il successo della maggiore ‘impresa' cittadina, nel nostro caso Unicam, è sempre una grande soddisfazione e appena possibile chiederò un incontro ai vertici di Unicam per complimentarmi con tutti del lavoro svolto e per rinnovare il mio impegno e quello di tutta l'amministrazione alla collaborazione con il nostro ateneo. L'esempio che ci arriva da Unicam deve serivire a tutti, perche' questa la strada che dobbiamo seguire ed è questa la strada che mi piace: quella dell'impegno e del lavoro, riponendo fiducia nel futuro, senza sterili piagnistei e isterismi”.

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Sabato, 08 Ottobre 2011 02:00

Pirata della strada investe ciclista

 MACERATA, 8 OTT - Un cinquantenne di Trodica di Morrovalle (Macerata), Maurizio Camillucci, padre di tre figli, e' stato travolto e ucciso da un'auto condotta da un uomo risultato positivo ai test antidroga e antialcol, falciato via mentre andava al lavoro in bicicletta. E' successo stamani a Trodica, lungo la Sp 485.

L'investitore e' stato arrestato poco dopo. Secondo una prima ricostruzione della polizia stradale, l'auto condotta da C. C., 34 anni, di Macerata, ha centrato in pieno il ciclista, poi ha proseguito la corsa per un chilometro prima di fermarsi. Trovato con un tasso alcolemico nel sangue di ben quattro volte superiore al consentito, la patente gli era già stata ritirata in precedenza.

fonte ANSA

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Giovedì, 06 Ottobre 2011 02:00

Torna 'Antichi sapori e ricchezze del bosco'

Oltre tremila persone hanno invaso Montalto di Cessapalombo, piccolo paesino dell'entroterra maceratese, immerso nel verde e nei boschi del Parco dei Sibillini. I bambini hanno potuto visitare le antiche botteghe e gustare ed assaggiare molti prodotti genuinamente preparati dagli abitanti del luogo. Un'invasione di campo, dopo la passeggiata alla Grotta dei frati, ha riempito il tendone appositamente preparato dalla Pro-Loco, che ha fatto letteralmente gustare a tutti piatti prelibati, quali il polentone, le tagliatelle ai funghi porcini e al ragù di carne oltre allo stinco di maiale e alla grigliata di carne locale . Interessante è stata anche la visita al "Giardino delle farfalle", immerso in un verde incantevole, risorto e curato nei minimi particolari da una giovane coppia del luogo. Molti gli stand gastronomici e quelli di promozione e vendita dei prodotti tipici locali, quali lo zafferano, la lenticchia, il farro, il cece, i biscotti, la pizza ed il pane cotti negli antichi forni a legna, l'olio coroncina, il vino cotto, il mosto appena pigiato come una volta a piedi nudi da un'altra giovane coppia a suon di musica e stornelli (apprezzatissimi da molti bambini incuriositi). E' stata l'occasione per presentare anche la neonata Associazione "Tipicità dei Sibillini", dove sono confluiti ben 23 soggetti, agricoltori ed hobbisti, del territorio, da Macerata a Cupi di Visso, quello incluso nelle quattro comunità montane maceratesi e nel Parco dei Sibillini; Associazione che nasce in primo luogo per la valorizzazione e la promozione dello Zafferano, prodotto tipico coltivato localmente, continuazione delle finalità dei due progetti di ricerca realizzati sul territorio dall'Università di Camerino – Scuola di Scienze Ambientali (ex Dipartimento di Scienze Ambientali – sezione di Botanica ed Ecologia), l'uno finanziato dal Gal Sibilla, dal titolo “Ricerche sulla vocazionalità del territorio del Gal Sibilla per la coltivazione dello zafferano”, l'altro finanziato dalla provincia di Macerata, dal titolo “Diffusione della coltivazione dello zafferano nel settore pedemontano e montano della provincia di Macerata”.
Un plauso per la riuscita della manifestazione, che continuerà sabato 8 e domenica 9 ottobre, va comunque a tutti i ragazzi e abitanti più o meno giovani del luogo che hanno creduto ed ancora credono alla valorizzazione e alla difesa di questo territorio, pieno di ricchezza che molti, che vivono in città, invidiano; l'amministrazione comunale, sempre vivace, supporta, con impegno sia di risorse finanziare che umane ma con grande soddisfazione, questi eventi.
Ermanno Pieroni
 

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